25 luglio del 1950, un’ignobile giornata al Tour de France

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Il 25 luglio del 1950 fu uno dei giorni più ignobili della storia del Tour de France. I francesi erano frustrati per il dominio italiano dei due anni precedenti. Gino Bartali e Fausto Coppi non avevano avuto rivali nel ’48 e nel ’49.

Si correva l’undicesima tappa, da Pau a Sait Gaudens, 230 chilometri con le scalate dell’Aubisque, del Tourmalet e dell’Aspin, nell’ordine. Il francese Piot attaccò sul Tourmalet e Bartali si mise al suo inseguimento. Qui cominciò l’indegna gazzarra. I tifosi francesi inferociti cominciarono ad inveire, a dare manate. Volarono sputi. Gino lasciò andare Piot e, prudentemente, salì con Bobet e Ockers che, molto signorilmente, gli fecero da scudo.

La campagna denigratoria da parte della stampa francese contro i corridori italiani stava mostrando i suoi effetti.

Le cose precipitarono sul col d’Aspin. Piot fu raggiunto dal gruppetto dei migliori. Invettive, spintoni, sputi aumentarono di intensità. Bobet, Ockers e lo stesso Robic, che era rientrato, difendevano Bartali, menando colpi di pompa a destra e a manca. Si racconta che lo stesso Goddet, salito su una moto, menasse fendenti con un ramo d’albero. Una bolgia.

Verso la vetta gli spettatori restringevano la sede stradale. Un’auto nera del seguito, per passare, sfiorò Gino che scartò, toccò Robic e finì a terra assieme al bretone. Fu un parapiglia. Volarono pugni, spinte, manrovesci. Qualcuno tentò di sottrarre la bici a Bartali, che raccontò poi di avere dato cazzotti a sua volta e di avere intravisto luccicare la lama di un coltello. Riagguantata la sua bicicletta, il vecchiaccio si buttò in discesa verso Saint Gaudens.

Il gruppetto dei primi giunse così a Saint Gaudens; Magni che, fatti quattro conti, sapeva di essere la nuova maglia gialla, tirò la volata a Bartali. Ginettaccio vinse.

Magni indossò la maglia gialla e poi salì in macchina con Bartali per andare all’albergo. Fiorenzo non si era accorto dell’accaduto e non si spiegava un Gino così taciturno. Poco dopo Bartali disse a Magni di continuare il Tour dato che era il leader della corsa. Lui però non voleva saperne più.
Gli eventi precipitarono. Binda fu messo al corrente dell’intenzione di Bartali. Magni, in cuor suo sperava di continuare.

Il direttore del Tour Goddet, che a detta sua e di qualcun altro non si era accorto di quanto accaduto, propose alla squadra italiana di continuare, garantendo più polizia e controlli. Addirittura arrivò ad offrire la possibilità di gareggiare con una maglia anonima per evitare di essere riconosciuti e assaliti di nuovo. Bartali si offese ancor di più. Maglia anonima a chi? La mettesse Goddet la maglia anonima! Binda telefonò in Italia al presidente Rodoni. A notte inoltrata giunse la decisione: tutti a casa!

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